Analisi Tecnica: Il Trend

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Il Trend

L’analisi tecnica può essere applicata alle azioni, agli indici, alle materie prime, ai future ossia a tutti quei strumenti che vengono scambiati fra diversi intermediari e che sono soggetti alle forze della domanda e dell’ offerta. Ora andiamo ad affrontare in maniera più specifica lo studio dell’analisi tecnica partendo dalle basi, per poi proseguire, nei capitoli successivi, con l’utilizzo di alcuni strumenti finanziari che ci aiuteranno a capire meglio come potrà essere l’andamento futuro del mercato. Per due punti passa una ed una sola retta, da questa definizione iniziamo a spiegare il significato di trend.

Come si può notare dal grafico quando il prezzo “si organizza” in una serie di massimi e minimi crescenti che si alternano otteniamo un trend al rialzo; allo stesso modo identifichiamo con il trend al ribasso un andamento decrescente.

In effetti il trend è formato da una linea (trendline) che congiunge almeno due massimi nonché da una linea che congiunge almeno due minimi. Quando vengono determinati due massimi crescenti la retta che li unisce forma il bordo superiore di un trend ascendente, ovviamente se questa “respinge” il grafico viene comunemente chiamata linea di resistenza. Analogamente quando si vengono a formare due minimi decrescenti la retta che li unisce forma il bordo inferiore di un trend discendente e se questa “respinge” il grafico viene comunemente chiamata linea di supporto. La parallela, di una di queste rette precedentemente spiegate, va a formare assieme al bordo superiore o inferiore il cosiddetto canale. In questo modo, attraverso il canale, abbiamo il concetto di profondità (ampiezza del movimento) del mercato entro cui i prezzi tenderanno a muoversi. I trend sono strumenti apparentemente poco significativi in analisi tecnica ma in realtà giocano un ruolo estremamente fondamentale nell’individuazione dell’andamento di mercato. Le trendline formano un range guida dei prezzi, la “rottura” di una di queste spesso costituisce un importante segnale operativo. Ovviamente quando una resistenza (trendline) viene superata se essa stessa “spinge” il grafico diventa linea di supporto, allo stesso modo una linea di supporto perforata può tramutarsi in linea di resistenza. Bene, ora soffermiamoci un po’ su altre due caratteristiche molto importanti dei trend e cioè sulla loro ampiezza e sulla loro inclinazione. Analizzando l’andamento dei trend si può constatare che tanto meno un trend è ampio tanto minore è la sua durata, di conseguenza tanto meno è ampio tanto più è inclinato. Partendo da questa considerazione si possono individuare tre diversi tipi di trend: primario, secondario e minore. Il trend primario dura da uno a più anni e si caratterizza da tre processi distinti: accumulazione, fase intermedia e distribuzione che sancisce il periodo antecedente la fine del trend dove tendono a diminuire i volumi. Il trend secondario dura da alcune settimane (minimo tre) a diversi mesi. E’ un movimento correttivo del primario e spesso si interrompe in coincidenza di correzioni intermedie, dette ritracciamenti del totale del movimento precedente. Il trend minore solitamente dura pochi giorni o al limite qualche settimana (massimo tre) ed è costituito da fluttuazioni dei prezzi più brevi del trend intermedio. Un’ultima precisazione la vorrei effettuare sui volumi perché esiste una correlazione diretta importante tra quest’ ultimi e i trend. In effetti, con l’aumento dei volumi si ha la conferma del trend in atto, di conseguenza bassi volumi indicano un trend con poca forza, quindi attenzione a possibili cedimenti.

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