Si può vivere di Trading Online?

Il trading online può essere una fonte di guadagno sicura? Scopriamo quali sono le strategie più utilizzate per ottenere capital gain

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Quando si parla di Trading Online si tocca un argomento che definire opinabile è poco. Troppe variabili, troppe sfumature distinguono un trader di successo da uno che invece chiude sempre in perdita o quantomeno con guadagni risicati.

Prima di tutto bisogna affrontare l’aspetto psicologico che, può sembrare strano, rappresenta una buona fetta della strategia vincente quando si investe speculando sul ribasso o sul rialzo di azioni o valute. Saper rimanere freddi nei momenti in cui il mercato “rompe” i livelli di supporto o resistenze è fondamentale per gestire i momenti di ingresso o uscita che influenzano marcatamente la performance del nostro investimento. Sbagliare il famoso “momentum” pregiudica il risultato finale e spesso è causa di perdite anche importanti, specie se non si è abituati allo stop loss, strumento indispensabile per ammortizzare errori strategici.

Vivere di Trading Online

Persone eccessivamente emotive o che non sanno “leggere” le inversioni dei trend, non sono idonee per questo tipo di attività ed è meglio che optino per due alternative, ovvero l’investimento sicuro che garantisce un minimo rendimento, oppure l’aiuto di un professionista a cui corrispondere un compenso in cambio di una professionalità, che non può che essere d’aiuto a non sperperare i propri sudati risparmi.

Trading online: fonte di guadagno sicura?

Sento spesso dire se può essere considerato un vero e proprio lavoro con il quale campare e personalmente rispondo di no. Non esistono certezze di sorta, ci si deve sempre mettere in discussione e osservare i comportamenti degli altri operatori per “captare” l’aria che tira sui mercati. Si va a sensazioni ed intuito, inutile raccontare storielle di performance strepitose. Se seguite gli analisti più in voga, sentirete dire che il trading può essere una buona integrazione di reddito, ma assolutamente pensare di vivere solo con questa attività è molto utopistico.

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Capire il mercato non è assolutamente semplice, anche perché è fatto dalle persone che ci operano, e se queste cambiano, se cambia la tecnologia, se cambiano le regole (le istituzioni deputate a vigilare sul corretto andamento dei mercati a volte cambiano le regole… e la Tobin Tax è l’ennesimo cambiamento), allora cambia anche il mercato. E quell’istinto che avevi maturato su quello strumento, che ormai conoscevi “come le tue tasche”, inizia a farti prendere qualche cantonata, a violare le regole, ad anticipare un ingresso in posizione o ad accanirti perché “vuoi avere ragione”.

Strategie infallibili non ne esistono, a seconda della situazione economica globale o delle ripercussioni politiche sulle scelte degli operatori che spostano, con la loro importanza in termini di denaro investito sul mercato, i trend al ribasso o al rialzo su specifici titoli o comparti, lo scenario non è mai lo stesso e pur considerando tutte le variabili possibili si è sempre soggetti al rischio dell’investimento. Una stessa strategia può essere vincente oggi e disastrosa il mese successivo, per cui la flessibilità mentale è alla base per operare con successo.

Si può speculare nella singola seduta, quando per esempio si è a conoscenza di “rumors” affidabili che anticipano operazioni societarie importanti e che solitamente determinano oscillazioni spaventose del prezzo sia al ribasso o al rialzo.

Si può speculare settimanalmente, sapendo che sabato e domenica sono giorni pericolosi, visto che se si verificano eventi geopolitici o economici importanti, non si può operare fino alla riapertura delle borse il lunedì mattina, quando ormai al momento dell’inizio delle trattative è troppo tardi per uscire o entrare sul mercato.

Si può scegliere la posizione da “cassettista” alla Warren Buffett, che punta sul valore delle aziende e investe per anni senza muovere il capitale su un singolo titolo. Nel caso specifico, la Coca-Cola è presente nel suo portafoglio da decenni e lo ha reso ricco e straricco. Solo con i dividendi, “l’oracolo di Omaha” ha delle entrate spaventose, ma stiamo parlando del più influente investitore di sempre.

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Per performare molto bisogna infatti rischiare altrettanto, non esistendo metodi di trading che possono garantire un profitto certo. Vige la regola generale di far correre i profitti e tagliare le perdite, ovvero, non uscire repentinamente da posizioni in utile, facendosi travolgere dall’entusiasmo di monetizzare subito la scelta vincente e, allo stesso tempo, accettare una strategia errata e la perdita senza aspettare che il trend inverta la rotta. Questo atteggiamento di attesa infatti comporta il forte rischio di ritrovarsi all’inizio di un ciclo ribassista che può determinare perdite gravi al nostro patrimonio.

Strategie per limitare le perdite

Diciamo che, a livello generico, si tende a stabilire uno stop loss del 5% e allo stesso tempo un take profit del 20%, ovvero una strategia che permette di assorbire fino a tre scelte errate, garantendo comunque un residuo di utile. Tutte le strategie che si allontanano da questo metodo sono quasi sempre fallimentari, infatti se usciamo da un investimento vincente troppo presto ci pregiudichiamo la possibilità di accumulare un guadagno che serve anche ad ammortizzare perdite future. Fondamentale capire l’andamento dei trend, con l’aiuto dei grafici che spesso indicano l’indebolimento del ciclo di crescita del prezzo.

Con poco capitale si è comunque costretti ad operare in modo altamente speculativo e rischioso, potendo certamente incappare in errori importanti, e questo anche se si applicano le migliori strategie di diversificazione, protezione e gestione del capitale. Sto parlando del famoso effetto leva che amplifica il risultato ottenuto.

effetto leva

 

Esempio pratico: se investo utilizzando uno strumento finanziario con leva 5, se la performance finale sarà del 10% otterremo un ottimo 50% (10 x 5) ma allo stesso tempo tale leva si applica con performance negative e quindi se lo strumento chiuderà con un risultato negativo del 10%, noi perderemo metà del capitale investito! (10 x 5 sempre).

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Con un mercato Bull, che permette di operare nel modo più semplice e più “vero”, che è quello di comprare i titoli e di rivenderli a prezzi superiori, tutti si sentono trader di successo, ed è la situazione più pericolosa, perché non si capisce che qualsiasi cosa si compra sale (quasi tutta ovviamente) e quindi non è attendibile per misurare le nostre capacità.

In un mercato Orso, invece, scendono in campo i ribassisti, ovvero coloro che speculano sul deprezzamento dei titoli o ancora meglio, capiscono quali sono i cavalli vincenti, ed è proprio in questo caso che si riconosce il trader di successo!

mercato orso

Concludendo quindi, suggerisco di operare con capitali che non siano fondamentali per il proprio stile di vita, adottando sempre strategie di protezione del capitale e accontentandosi di performance normali, senza ascoltare coloro che promettono rendimenti stratosferici, che non hanno nessun elemento affidabile su cui basarsi, ma sono frutto di precise strategie di marketing, che puntano ad aumentare il proprio bacino di clienti.

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