Profit Warning: cos’è e come comportarsi in caso di “allarme utili”

I consigli agli investitori per gestire al meglio i casi di Profit Warning

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Qualcuno avrà già sentito parlare di Profit Warning, specie gli azionisti di Saipem che nella passata annata si sono svegliati con l’annuncio di una drastica riduzione del loro capitale investito del 40% dalla chiusura della seduta borsistica.

Il termine profit warning significa «allarme utili»: si tratta di un avvertimento che le società lanciano agli investitori se prevedono in futuro una diminuzione dei profitti. I mercati si muovono infatti sulle aspettative: quando la media degli analisti si aspetta un certo livello di utili su una società, i prezzi di Borsa tendono ad allinearsi ai livelli di profitti previsti. Se poi la società delude le attese e annuncia risultati peggiori, la Borsa si adegua di nuovo. Al ribasso.

Profit Warning e allarme utili

La posizione ideale in caso di Profit Warning è quella del trader ancora non posizionato sul titolo, che a quel punto ha tutto il tempo di attendere il calo della fisiologica volatilità, diretta conseguenza dell’allarme utili. Se la strategia societaria è semplicemente preventiva e serve a tutelarsi in caso di crollo del mercato, allora è il caso di valutare l’ingresso sul titolo ai primi segnali di inversione del trend. A questo proposito ritengo molto utili i segnali grafici, che analizzano i volumi e le variazioni di prezzo, che segnalano la fase iniziale di un trend rialzista. Mai occasione è propizia, come quella di un eccessivo deprezzamento di un titolo dai buoni fondamentali.

Un esempio eclatante è rappresentato da Facebook, che scese ben al di sotto del prezzo di esordio tra mille scetticismi e profezie disastrose. Nello specifico scese sotto i 20 dollari. Ebbene, la quotazione odierna è di 104 dollari, che significa aumentare di cinque volte il capitale investito in caso di ingresso nel momento di maggiore scetticismo.

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Trader posizionato sul titolo

Se invece abbiamo una posizione sul titolo, ci troveremo in una situazione spiacevole, dove tutte queste cose appena dette vanno valutate in un brevissimo lasso di tempo e dove dobbiamo decidere se uscire dal titolo completamente, oppure venderne una parte per mediare in futuro o semplicemente attendere per poi mediare.

Tentare di fare una media sul crollo è forse la cosa più sbagliata, anche se possono sussistere delle giuste motivazioni come un’eccessiva pressione. Di conseguenza, se riteniamo questo movimento ingiustificato o eccessivo, potremmo optare per non vendere ed attendere per mediare i nostri prezzi.

Al contrario, se riteniamo la pressione giustificata, sarà opportuno uscire del tutto o almeno in parte dal titolo, anche in funzione di quanto è la nostra esposizione e valutare un rientro o una media solo in un secondo momento quando la situazione sarà stata stabilizzata.

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