Medie mobili e bande di Bollinger

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Uno strumento molto utilizzato in analisi tecnica dagli analisti e non solo, sono le medie mobili. Esse sono costruite attraverso la media aritmetica, effettuata su un determinato numero di osservazioni nei giorni antecedenti il giorno oggetto d’analisi. Lo scopo delle medie mobili consiste nella riduzione degli errori delle serie storiche al fine di “ammorbidire” l’andamento dei prezzi cercando di individuare al meglio le tendenze del mercato. Uno dei vantaggi è rappresentato proprio dal fatto di utilizzare uno strumento meccanico e di conseguenza oggettivo sull’andamento dei prezzi. Data la loro duttilità, le medie mobili possono essere facilmente adattabili (attraverso la modificazione temporale di calcolo) alle esigenze d’analisi dell’investitore, infatti possono costituire importanti linee di supporto o di resistenza utili per l’individuazione del momento di entrata o di uscita dal mercato. Ricordate che ogni strumento, in questa sede descritto, non dovrà mai essere considerato come l’unico strumento d’analisi per effettuare un’operazione d’acquisto o di vendita, bisogna individuare il segnale operativo attraverso l’uso combinato di più strumenti finanziari.

Le medie mobili accompagnano sempre l’analisi del grafico perché ogni giorno che passa il valore si “sposta” di un giorno in avanti, quindi ogni giorno si aggiunge il valore nuovo alla lista delle osservazioni e naturalmente viene eliminato dalla lista il valore più vecchio.

La media mobile “ritarda” il grafico, proprio per questo è preferibile effettuare un’analisi attraverso più medie mobili con tempi di osservazione dei prezzi differenti, in modo da avere conferme maggiori. Il ritardo dal grafico è dovuto al tempo di osservazione della serie storica, in effetti, più è alto il tempo di osservazione maggiore è il ritardo che questo strumento ha sul grafico.

MEDIE MOBILI SEMPLICI (MMA)

Le più utilizzate dagli analisti sono le medie mobili semplici la cui costruzione è stata precedentemente analizzata. I prezzi di riferimento che vengono utilizzati per la formazione della serie storica sono, di norma, i prezzi di chiusura dei giorni precedenti. La rappresentazione grafica che viene a formarsi è una curva regolare che segue il movimento dei prezzi senza tener conto dei cambiamenti repentini degli stessi dovuti alle speculazioni. L’intervallo di tempo preso da riferimento è funzione del tipo di analisi che l’investitore vorrebbe effettuare; di solito per analisi che considera segnali operativi di breve termine vengono presi intervalli di tempo piccoli come ad esempio dai 5 ai 20 giorni, invece per strategie di trading di medio e lungo periodo si considera intervalli di prezzi più ampi dai 60, 100 e perfino 200 giorni, ovviamente, si possono anche utilizzare intervalli di tempo nella misura di minuti per analisi intraday.

 

MEDIE MOBILI PONDERATE (MMP)

Nella media mobile ponderata viene attribuito un peso per ogni giorno antecedente l’analisi, in modo da non considerare tutti i giorni in pari misura e dando così rilevanza, e quindi maggior peso, ai giorni più recenti. Ad esempio, in una media mobile a 20 giorni, il valore di chiusura più recente viene moltiplicato per venti (peso), quello che lo precede per diciannove e così via fino al valore più vecchio della serie che sarà moltiplicato per uno. La media ponderata deve essere interpretata, a livello di segnale operativo, in maniera differente dalla media mobile semplice perché un avviso di inversione di tendenza è dato da un cambiamento nella direzione della media, piuttosto che da un’intersezione con la linea dei prezzi.

 

MEDIE MOBILI ESPONENZIALI (MME)

Le medie mobili esponenziali sono uno sviluppo successivo delle medie ponderate, dove l’importanza di dare maggior peso specifico ai dati più recenti è ottenuta prendendo in considerazione tutti gli elementi della serie storica ma con un peso esponenzialmente decrescente. Il peso tenderà a diminuire con l’anzianità dei dati oggetto della serie storica fino a diventare infinitesimale, rientrando però sempre nel calcolo, così da non dover cancellare definitivamente la storia delle quotazioni passate del titolo oggetto d’esame.

 

SCELTA DELLE MEDIE MOBILI

Precedentemente abbiamo spiegato che le medie mobili fungono da resistenze e supporti generando segnali operativi di ingresso ed uscita dal mercato. In effetti, quando il grafico dei prezzi perfora la media mobile verso il basso viene a generarsi un segnale di vendita, contrariamente, quando il grafico dei prezzi interseca la media mobile dal basso verso l’alto si genera un segnale di acquisto. Se si effettua una scelta temporale breve, dove la linea rappresentativa dei prezzi interseca spesso la linea della media mobile, si ha il vantaggio di un grafico che genera segnali tempestivi ma costellato da tanti falsi segnali. Viceversa, effettuando una scelta temporale di ampiezza più elevata si rischia di non entrare mai sul mercato per la mancanza di intersezioni fra la linea dei prezzi e la media mobile stessa. Il consiglio che sento di dare è che, siccome ogni titolo o azione preso in esame ha una propria media mobile che lo rappresenta, sta a noi individuare la giusta ampiezza temporale. Questo lo si può effettuare per tentativi, aumentando o diminuendo la serie storica e vedendo come reagisce la media mobile da supporto o da resistenza in funzione dei prezzi. Si può tranquillamente dedurre che se la perforazione dei prezzi avviene in una media mobile di ampio orizzonte temporale, il segnale che ne deriva, sarà molto più importante di uno generato dalla perforazione dei prezzi in una media mobile con un orizzonte temporale minore. Cercare sì la giusta adattabilità della media mobile al grafico dei prezzi attraverso ripetute prove ma, una volta individuata, non deve diventare una regola, va ricalcolata periodicamente. I segnali operativi dati dalle medie mobili forniscono performance interessanti nei periodi di trend fortemente definiti, viceversa nei periodi di mercato laterale, considerato il ritardo nelle segnalazioni, spesso i segnali che si generano risultano essere poco performanti, in particolare quando i prezzi continuano ad oscillare sopra e sotto la media stessa. Per ovviare a questo inconveniente alcuni trader utilizzano medie mobili di diversa configurazione temporale sullo stesso grafico. L’incrocio tra due medie mobili è un segnale molto forte di acquisto o di vendita, i giapponesi definiscono “golden cross” il superamento della media lunga da parte di quella breve dal basso verso l’alto, mentre utilizzano il termine “devil cross” quando si ha perforazione dall’alto verso il basso. Un segnale interessante che le medie mobili ci forniscono si ha quando dopo una fase laterale i prezzi subiscono un’accelerazione verso l’alto o verso il basso. Questo avviene proprio quando si ha la convergenza, l’avvicinarsi, della media mobile di breve con quella di medio periodo. Attenzione ai falsi segnali, se i prezzi tagliano verso il basso la media mobile, mentre la stessa è crescente, è possibile che si sia generato un falso segnale, quindi meglio aspettare un segnale di conferma prima di cambiare strategia.

Le cosiddette bande di Bollinger aggiungono alle medie mobili un altro parametro importante per l’analisi di un titolo, cioè la volatilità. Quindi sostanzialmente viene aggiunta alla media mobile il valore della deviazione standard, cioè un indice di dispersione. Una maggiore ampiezza delle bande indica che siamo in presenza di una forte volatilità del titolo, al contrario, siamo in presenza di bassa volatilità quando le bande sono convergenti. Uno dei segnali operativi che ci fornisce le bande di bollinger si ha quando i prezzi escono dalla banda superiore e poi vi rientrano generando così un segnale di vendita. Viceversa, quando i prezzi escono dalla banda inferiore per poi rientrarvi, viene generato un segnale di acquisto. C’è da dire però che spesso sono segnali non sufficientemente attendibili, e quindi sarebbe più opportuno confermarli con l’analisi di due o più indicatori che verranno ampiamente descritti nella sezione dedicata.

Come detto l’investimento in borsa non va effettuato con superficialità, all’analisi del grafico bisogna dedicarci molto tempo e cercare di generare segnali con la combinazione dei diversi strumenti che abbiamo a disposizione, così da rimanere sempre coerenti nelle nostre valutazioni e non farci deviare da tutti quei fattori psichici che condizionano le nostre scelte.

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