Quali sono le migliori strategie di Forex Trading?

Un disamina sulle migliori tecniche esistenti per investire in Forex Trading

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Strategie classiche nel Trading Forex

Quando ci si avvicina al mondo del Trading e in particolare al Forex, è tipico affidarsi a strategie specifiche che costituiscono un riferimento fondamentale per non farsi sorprendere dai repentini cambi di scenario tipici del mercato finanziario, che ciclicamente si ripresentano in maniera quasi puntuale.

Innanzitutto occorre selezionare una strategia che si adatta al meglio al vostro profilo di investitore, ovvero alla vostra capacità di gestire lo stress emotivo delle transazioni, l’ammontare del capitale che si è in grado di impegnare, il tempo che ogni trader può dedicare a questa attività, che può variare da un semplice part-time ad un vero e proprio lavoro full-time.

Generalmente ci si affida allo studio del grafico giornaliero, per esempio quello a 4 ore che permette di capire la direzione del trend di una coppia di valute e la valutazione di due elementi decisivi per impostare il proprio investimento. Sto parlando ovviamente di supporto e resistenze, ovvero i livelli di prezzo che delimitano un determinato campo al di fuori del quale scatta il famoso “momentum”, ossia la soglia di ingresso o di uscita dall’investimento, sbagliati i quali si rischia di compromettere l’esito della nostra strategia.

I tempi degli investimenti

Le strategie più diffuse in base ai tempi degli investimenti sono essenzialmente tre:

1. Brevissimo termine

La prima strategia ha un arco temporale addirittura pochi minuti e sviluppa la capacità del trader di guadagnare sulle piccole oscillazioni di mercato che possono essere amplificate dalla leva finanziaria di solito utilizzata dai più esperti del settore. Gli strumenti di analisi adeguati sono i supporti e  le resistenze minori, una media mobile a 5 periodi abbinata a una media mobile a 10 periodi e preferenza ad un grafico a 5 minuti candela Giapponese.

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Trattare solo valute forti come GPB/USD, EUR/JPY, EUR/USD, GPB/JPY perché le altre valute  porteranno solo piccolissimi guadagni su un periodo così breve.

Utilizzare un effetto leva compreso tra 30 e 50 pips.

2. Day trading

Nel Day Trading, che viene utilizzato dalla maggioranza dei Traders, si apre una posizione al mattino per chiuderla alla sera. Gli indicatori da preferirsi sono i grafici a 30 minuti a candela giapponese, i supporti e le resistenze maggiori e la media mobile a 5 periodi abbinata ad una media mobile a 10 periodi, non superare un effetto leva compreso tra 20 e 40 puntando a dei guadagni che vadano da 20 a 50 pips.

3. Medio e lungo termine

Le strategie a medio e lungo termine sono le meno attendibili, perché a differenza del mercato azionario che generalmente premia i “cassettisti” abili, il Forex dopo le 24 ore fornisce troppe informazioni che rendono molto difficoltoso stabilire la strategia ideale per cavalcare i vari trend rialzisti o ribassisti. Utilizzare di preferenza un effetto leva compreso tra 10 e 30, sapendo che questo tipo di strategia è quella che permette di generare i guadagni più importanti (da 60 a 200 pips). Inutile quindi rischiare troppo. Per assurdo non è rischiesta alcuna competenza di analisi tecnica sui grafici, ma basta avere il giusto intuito per l’evoluzione del mercato delle valute. Operare sul lungo termine richiede dei mezzi finanziari adeguati che permettano di tenere le proprie posizioni e questa tecnica è quindi a priori riservata ai grandi investitori.

Le tecniche di Forex Trading

Le migliori tecniche da attuare per cercare di guadagnare nel mercato del Forex Trading:

1. Trading automatico

I programmi di trading automatico sono stati sviluppati in modo tale da poter effettuare più calcoli rispetto ad un essere umano. Infatti, tengono in considerazione numerosi fattori tecnici e possono effettuare un’analisi precisa di mercato in pochi secondi senza commettere il minimo errore. Il vantaggio principale di questo strumento è il risparmio di tempo perché si lascia fare ad un programma il trading che dovrebbe fare l’utente mentre quest’ultimo si occupa delle sue attività quotidiane.

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Generalmente questo tipo di approccio si addice al trader esperto, ma esistono programmi adatti anche ai novizi che presentano un’interfaccia intuitiva ma che richiedono allo stesso tempo una conoscenza tecnica del mercato sufficiente a saper scegliere gli indicatori da seguire e a decidere una strategia concreta. Sono concepiti per reagire in modo logico ad elementi matematici, ed è proprio questo il loro limite principale. Il Forex è innanzitutto un mercato “umano” e le tendenze che vi si osservano nascono spesso dagli effetti psicologici derivanti dagli annunci. Difficile quindi chiedere ad una macchina di dar prova di intuito o di libero arbitrio perché occorre utilizzare questi programmi come aggiunta alla facoltà umane e non come totali sostituti dell’utente nel trading.

2. Swing trading

Uno dei metodi più facili da approcciare è quello dello Swing Trading che permette anche ai neofiti di intuire il momentum di entrata ed uscita da un determinato trend, limitando sicuramente il guadagno della transazione per via di un’uscita repentina al primo accenno di inversione grafica, ma allo stesso tempo evitando eccessivi rischi.

swing trading

3. Carry trade

Il Carry Trade consiste nel rendere redditizie le differenze di tasso d’interesse tra le due valute di uno specifico cross. Praticamente il principio è di investire in una valuta a basso tasso d’interesse per poi piazzare questi fondi su una valuta che ha un tasso di interesse più forte. I differenti tassi d’interesse vengono fissati individualmente dalle grandi banche centrali e che i criteri di decisione di questi tassi variano fortemente da paese a paese.

La valuta che presenta il più debole tasso d’interesse viene chiamata “valuta di funding” mentre la valuta che ha il più alto tasso viene denominata “valuta Carry Trade”. La valuta di funding preferita dagli investitori è lo Yen, visto che per  problemi di competitività nelle esportazioni che sono la principale fonte di entrate per il Giappone, la banca centrale giapponese conduce, da diversi anni, una politica di mantenimento dei tassi d’interesse a livelli molto bassi.

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Gli indicatori di tendenza giocano qui un ruolo fondamentale, poiché l’utile registrato dal differenziale dei tassi può facilmente essere schiacciato dalle perdite generate da una tendenza troppo forte. Bisogna quindi seguire attentamente l’andamento del vostro cross, in modo che la vostra chiusura di posizione non provochi un deficit. È quindi essenziale sorvegliare da vicino i livelli di volatilità, le spese applicate dai broker ma anche e soprattutto disporre di un capitale molto importante. Il Carry Trade è in effetti riservato ai trader che dispongono di un fortissimo capitale d’investimento, perché può capitare che si riveli troppo poco redditizio sul lungo termine.

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