Elementi del contratto Forex

Scopriamo quali sono i tre elementi caratterizzano il contratto Forex?

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Le contrattazioni Forex prevedono la stipula di un contratto vero e proprio tra le due controparti: da un lato vi è il trader/investitore, dall’altra il broker, che necessariamente deve essere autorizzato. La figura del broker è fondamentale perché un privato non può accedere direttamente al mercato Forex ma lo può fare solo attraverso un intermediario finanziario.

Il contratto Forex standard è indicato con il nome di lotto, ossia l’unità che viene utilizzata per misurare la dimensioni della transazione. La dimensione del lotto, detto anche lot, è pari a 100.000 unità della valuta base, chiamata anche base currency.

Gli investitori privati che usano il Forex come strumento di trading in genere non devono versare l’intero valore del contratto standard per poter operare. La quasi totale generalità dei broker consente infatti di depositare solo una parte del valore del contratto standard grazie a quello che è conosciuta come la leva finanziaria. Quando un intermediario offre, per esempio, una leva di 50:1, l’investitore dovrà mettere a garanzia un margine di 2.000 unità di valuta base al posto delle 100.000 previste dal contratto standard.

Gli elementi che caratterizzano il contratto Forex sono 3:

• L’ammontare dell’operazione, ossia il controvalore complessivo oggetto del contratto;

• La coppia di valute, indicata anche con il nome di currency pair: questo elemento del contratto individua la divisa che viene venduta e quella che viene comprata;

• Il tasso di cambio, o Forex exchange rate, il rapporto di valore a cui vengono negoziate le due divise oggetto dell’operazione.

L’ammontare della transazione dipende dalla quotazione delle valute e quindi si ottiene moltiplicando il capitale investito per il valore della valuta sulla quale si vuole speculare.

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Quando si investe nel mercato valutario lo si fa sempre comprando una valuta e vendendone un’altra.

Le due valute oggetto della compravendita vengono sempre considerate in coppia, nel senso che sul foreign exchange market (comunemente chiamato “forex”) non è possibile ad esempio comprare solamente dollari o vendere solamente euro ma bisogna sempre scambiare coppie di valute tra di loro.

L’andamento dei prezzi delle valute si esprime sempre in riferimento al tasso di cambio con un’altra valuta.

Ogni valuta viene indicata utilizzando il codice ISO di tre lettere che la identifica (esempio EUR indica l’Euro, USD indica il Dollaro statunitense, GBP indica le Sterline inglesi, e così via).

Nella coppia di valute, la prima delle due viene chiamata “valuta base” (in inglese base currency, domestic currency o accounting currency) mentre la seconda viene chiamata “valuta quotata” (in inglese quote currency o counter currency). Il valore della valuta base è sempre 1, mentre il valore della valuta quotata è variabile.

  • Quando si acquista (“buy“) una coppia di valute, si compra la valuta base e si vende la valuta quotata.
  • Quando si vende (“sell“) una coppia di valute, si vende la valuta base e si acquista la valuta quotata.

Per fare un esempio, nella coppia di valute EUR/USD (Euro/Dollaro statunitense), l’euro è la valuta base mentre il dollaro è la valuta quotata. Quindi se acquisto EUR/USD significa che compro euro e vendo dollari, perché penso che l’euro si rafforzerà rispetto ai dollari. Se invece vendo EUR/USD significa che vendo euro e contemporaneamente acquisto dollari, perché penso che sarà il dollaro ad apprezzarsi rispetto all’euro.

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euro usd

Nel linguaggio tecnico quando si acquista una coppia valutaria (cioè si compra la valuta base e vende la valuta quotata) si parla di “andare long“, mentre quando si vende una coppia (cioè si vende la valuta base e si compra la valuta quotata) si parla di “andare short“.

Come linea guida quando si investe nel mercato valutario si acquista sempre la valuta più forte delle due e si vende quella più debole.

Coppie di valute maggiori

Le cosi dette “majors” sono le coppie di valute più importanti e più scambiate, quelle con il più ampio volume di transazioni (circa il 90% degli scambi sul forex). In pratica sono le coppie di valute in cui il dollaro USA (USD) è abbinato alle altre sette principali valute mondiali, cioè euro (EUR), yen giapponese (JPY), sterlina britannica (GBP), dollaro australiano (AUD), franco svizzero (CHF), dollaro neozelandese (NZD) e dollaro canadese (CAD).

Elementi del contratto Forex

Il tasso di cambio può essere definito come numero di unità di moneta estera che possono essere acquistate con un’unità di moneta nazionale. È determinato dal valore di mercato delle varie valute sul mercato internazionale. Molte banche centrali pubblicano il valore della propria valuta sui mercati mondiali, una volta al giorno ed in base alle quotazioni di mercato.

Il tasso nominale è quotato certo per incerto quando il valore di 1 unità di una valuta nazionale viene determinato in termini di valuta estera. Invece è quotato incerto per certo quando il prezzo in valuta nazionale è determinato da  1 unità di valuta estera. Con la quotazione certo per incerto, un aumento (diminuzione) del tasso di cambio corrisponde ad una rivalutazione (svalutazione) della valuta nazionale, poiché aumenta (diminuisce) la quantità di valuta estera acquistabile con una unità di moneta nazionale. Al contrario, con la quotazione incerto per certo ad un aumento (diminuzione) del tasso di cambio corrisponde una svalutazione (rivalutazione) della valuta nazionale, in quanto aumenta (diminuisce) la quantità di valuta nazionale necessaria per acquistare una unità di valuta estera.

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Il prezzo di una valuta (tasso di cambio nominale) subisce variazioni per effetto di cambiamenti che riguardano la domanda e l’offerta: in parte le banche centrali possono influire sul tasso di cambio “acquistando” o “vendendo” valuta straniera (e corrispondentemente “vendendo” o “acquistando” valuta nazionale), al fine di raggiungere specifici obiettivi di politica economica e monetaria; la componente restante della domanda e dell’offerta è costituita invece dagli altri operatori che “offrono” valuta nazionale e “domandano” in cambio valuta estera (oppure che “offrono” valuta estera e “domandano” in cambio valuta nazionale), per motivi legati a:

  • scambi commerciali (importazioni ed esportazioni), incluso il turismo (il turismo infatti comporta un’importazione di beni da parte del turista, o corrispondentemente un’esportazione di beni da parte del paese che riceve il turista);
  • investimenti finanziari (ad es.: acquisto di buoni del tesoro stranieri);
  • attività speculative sui cambi (operazioni di acquisto e vendita di valute col solo fine di guadagnarci attraverso un’eventuale variazione dei tassi di cambio nel tempo).

Il tasso di cambio può essere lasciato variare liberamente nei mercati, con o senza dei limiti al di là dei quali la Banca Centrale interviene in difesa della valuta nazionale, oppure in un regime di cambi fissi, ad esempio un regime di currency board.

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